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	<title>Documents d'Artistes Nouvelle-Aquitaine</title>
	<link>https://dda-nouvelle-aquitaine.org/</link>
	<description>Documents d'artistes Nouvelle-AquitaineChez Fabrique Pola10 quai de Brazza33100 Bordeauxcontact@dda-nouvelle-aquitaine.org
Notre association est soutenue par le conseil r&#233;gional et la Drac Nouvelle-Aquitaine, la ville de Bordeaux et le d&#233;partement de la Gironde.Elle b&#233;n&#233;ficie du m&#233;c&#233;nat de Cambial.</description>
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		<title>Colori per capillarit&#224;</title>
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		<dc:date>2020-01-16T11:09:05Z</dc:date>
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		<dc:language>fr</dc:language>
		<dc:creator>Dominique Robin</dc:creator>



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&lt;p&gt;Florian de La Salle sviluppa un particolare metodo artistico che sfrutta la colorazione capillare. Un modo per osservare il potenziale colorante del materiale scelto secondo un processo chimico che produce degli effetti singolari In un articolo della Rivista &#8220;Actualit&#233; Nouvelle Aquitaine&#8221;, Florian de La Salle dice che le parole chiave del suo lavoro di creazione sono tre&#160;: protocollo, sperimentazione e osservazione. Queste tre parole non sembrano venire da un artista, ma piuttosto da una&#160;(&#8230;)&lt;/p&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Florian de La Salle sviluppa un particolare metodo artistico che sfrutta la colorazione capillare. Un modo per osservare il potenziale colorante del materiale scelto secondo un processo chimico che produce degli effetti singolari&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un articolo della Rivista &#8220;Actualit&#233; Nouvelle Aquitaine&#8221;, Florian de La Salle dice che le parole chiave del suo lavoro di creazione sono tre&#160;: protocollo, sperimentazione e osservazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Queste tre parole non sembrano venire da un artista, ma piuttosto da una scienza sperimentale come la biologia. Non &#232; forse un caso che l'artista, prima di entrare nella scuola d'arte di Annecy si sia dedicato alla scienza come specialista di elettronica. A un primo sguardo, tra queste tre parole quella che sembra pi&#249; originale per un artista &#232; &#8220;protocollo&#8221;. Nell'ambito della scienza, un protocollo di ricerca &#232; il piano di lavoro che il ricercatore deve seguire. &#200; necessario identificare ci&#242; che si vuole fare, da quale prospettiva si intende lavorare e come si operer&#224;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma questa originalit&#224; &#232; solo apparente&#160;: gli artisti lavorano spesso seguendo dei rituali che possono essere visti come dei protocolli&#160;: tale pittore mette sempre i suoi colori sulla tavolozza in un ordine preciso e lavora tutti i giorni ad un'ora precisa&lt;small class=&#034;fine d-inline&#034;&gt;&#160;&lt;/small&gt;; tale fotografo lavora solo dalla sua finestra, e cos&#236; via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pi&#249; recentemente, l'idea del protocollo &#232; emersa nell'arte contemporanea ma generalmente si tratta di opere create da artisti che lasciano una serie di descrizioni per permettere a un altro di realizzare l'opera&#160;: Claude Rutault fa fare i dipinti da &#8220;definition methode&#8221;, Michel Blazy scrive protocolli per la creazione di opere effimere generalmente fatte di materia corruttibile come frutta o verdura. Vedere la realizzazione di un'opera dal punto di vista del protocollo degli artisti mi sembra un'angolatura molto stimolante per studiare la fenomenologia della creazione. Nell'arte di Florian de La Salle il protocollo non &#232; lo strumento concettuale di uno storico dell'arte, non entra neppure nell'ambito molto contemporaneo del &#8220;far fare&#8221;, &#232; il suo modo di osservare la materia e di fare del mondo visivo un'area di gioco e di meraviglia. Il suo protocollo cerca di oggettivare l'atto di creazione e in questa prospettiva siamo lontani dall'idea del rituale, e piuttosto vicini a quello che dice Gilles Deleuze sull'arte di Henri Michaux&#160;: &#171;&lt;small class=&#034;fine d-inline&#034;&gt;&#160;&lt;/small&gt;egli tendeva a liberarsi di riti e civilt&#224; per elaborare protocolli di esperienze ammirevoli e meticolose.&lt;small class=&#034;fine d-inline&#034;&gt;&#160;&lt;/small&gt;&#187; (G. Deleuze e F.Guattari Mille Piani, 1980). Florian de La Salle spiega&#160;: &#171;&lt;small class=&#034;fine d-inline&#034;&gt;&#160;&lt;/small&gt;per esplorare le possibilit&#224; di ottenere colori diversi, uso il seguente protocollo&#160;: inizio dissolvendo un tipo di sale nell'acqua fino alla sua saturazione. Quindi, preparo 10 contenitori in cui diluisco la soluzione iniziale, diminuendo la concentrazione di sale ogni volta del 10%. I contenitori sono riempiti in modo tale che l'oggetto sia immerso solo di un centimetro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando tutto &#232; pronto, inzuppo i pezzi&#160;: cilindri, piastrine, persino carta bibula per una serie sperimentale su carta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi lascio risalire la soluzione per capillarit&#224;, in un arco di tempo determinato. Prendo nota dell'ora del bagno. Dopo la cottura identifico le aree di ricerca da rielaborare per ottenere una scansione il pi&#249; sottile possibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E cos&#236; via, fino ad ottenere i risultati &#8220;previsti&#8221;. Poi ricomincio modificando le condizioni di cottura della porcellana, il tipo di carta o scelgo un nuovo sale. Il risultato sulla carta bibula &#232; osservabile non appena si asciuga. D'altra parte, la particolarit&#224; del lavoro sulla porcellana &#232; l'azione del fuoco che rivela i colori, non visibili durante la risalita per capillarit&#224;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'applicazione di questo protocollo &#232; un modo per riprodurre i colori del cielo o ancora delle grotte, scogliere, montagne che ho percorso nella mia adolescenza, quando sognavo di essere una guida alpina. Rosso, rosa, giallo...l'arenaria rosa dei Vosgi, il calcare grigio, giallo, blu nelle pareti rocciose del monte Ceu&lt;small class=&#034;fine d-inline&#034;&gt;&#160;&lt;/small&gt;?se, passando dal rosso delle Aiguilles Rouges...&lt;small class=&#034;fine d-inline&#034;&gt;&#160;&lt;/small&gt;&#187;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Colours by Capillarity&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In an article from L'Actualit&#233; Nouvelle Aquitaine magazine, Florian de La Salle stated that there are three keywords to his creative work, namely&#160;: protocol, experimentation, observation. Three words that sound unlikely to be stated by an artist, but perhaps rather by an experimental scientist. It is no coincidence that Florian de la Salle studied science to become an electronics engineer before he even enrolled in the art school of Annecy. At first glance, the word that sounds the most unusual for an artist might be &#8220;protocol&#8221;. In science, a research protocol is the work plan that is initially defined for the researcher to follow. You first identify your aims and then from which perspective to work and which work methodology to apply. In Florian de La Salle's art, protocol is not the conceptual tool of an art historian, nor has it anything to do with the common habit in contemporary art of delegating the material work to skilled craftspeople. It is rather his way of observing the material sphere and making the visual world into an area of play and wonder. His protocol seeks to objectify the act of creation. In this perspective, he is far from the idea of ritual but rather close to how Gilles Deleuze defined the art of Henri Michaux&#160;: &#8220;[he] tended to be more willing to free himself of rites and civilisations, establishing admirable and minute protocols of experience.&#8221; (&#8220;A Thousand Plateaus&#8221; by Gilles Deleuze and F&#233;lix Guattari, 1980).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dominique Robin&lt;br class='manualbr' /&gt;&lt;i&gt;Art App&lt;/i&gt;, num&#233;ro 22, pp. 40-41, janvier 2019&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href='https://dda-nouvelle-aquitaine.org/IMG/media/docs/FdlSalle_ArtApp22_40_41_Dominique_Robin_2.pdf'&gt;&gt; t&#233;l&#233;charger la revue&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href='https://dda-nouvelle-aquitaine.org/IMG/media/docs/FdlSalle_ArtApp22_40_41_Dominique_Robin_1.pdf'&gt;&gt; t&#233;l&#233;charger l'article&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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